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Territorio
Falco Peregrinus.
Può costruire il proprio nido in luoghi che vanno dal livello del mare fino ad arrivare ai 2000 metri d’altezza.
Per la caccia, a bisogno di grandi luoghi aperti, contraddistinti in genere da vegetazione di superficie quali; prati incolti, pascoli, macchia cespugliosa, oppure zone umide o dislivelli in vicinanza della costa.
Nel periodo invernale lo si può vedere in ambienti diversi, quali i campi coltivati e le zone collinari.
E’ una tipica specie monogama che depone le uova nel periodo di marzo-giugno, in un numero che oscilla tra le tre o le quattro uova l’anno.
La schiusa avviene all’incirca dopo 30 giorni d’incubazione che viene portata avanti da ambedue i genitori.
I piccoli di falco pellegrino, sono già pronti al volo dopo 40 giorni d’età.
Grande cacciatore, possiede delle notevoli doti di agilità e potenza, che lo portano a predare anche molte specie di uccelli.
Ma la sua dote principale, che ne fa una vera e propria rarità nel mondo animale, è la sua straordinaria capacità nel volo nel quale raggiunge velocità elevate specie nella picchiata; più di 300 Km/h.
Lo si può distinguere osservando il suo affusolato corpo, che si presenta compatto, con coda corta, testa grossa, e ali appuntite.
La parte superiore del corpo si mostra di color nero lavagna, mentre la parte inferiore e maculata da piccole barre marrone scuro.
Il Cinghiale
Di peso variabile in funzione delle età e delle disponibilità di cibo.
La pelliccia è scura e setolosa, il grugno conico e le zampe corte.
La sua pelle è molto spessa e poco vascolarizzata, il che lo protegge da ferite e infezioni negli spostamenti nella macchia maremmana oltre che dai morsi di alcuni animali, come le vipere.
È un maiale selvatico dal temperamento aggressivo, le zanne lo aiutano oltre che nello scavo anche nei combattimenti.
La sua dieta è onnivora e molto adattabile.
La femmina scava una tana nel terreno e la mimetizza con arbusti e vegetali.
I piccoli crescono in febbraio-marzo in numero da 2 a 4, fino ad 8 negli anni migliori.
Dopo circa 2 anni i maschi si allontanano dalle madri e raggiungono l'età adulta.
La struttura sociale è sostanzialmente formata da branchi femminili con i piccoli nati nell’ nell'anno più i nati dell'anno precedente.
I maschi intorno ai due anni si allontanano dal branco femminile per condurre una vita solitaria o in piccoli gruppi, fino al momento degli amori.
In ambienti boschivi la presenza del cinghiale è positiva, infatti con la sua continua opera di scavo alla ricerca del cibo, interra semi e elimina insetti dannosi, favorendo lo sviluppo del bosco.
Il tasso
è un animale tozzo delle dimensioni di un cane di media taglia, con un'altezza al garrese di 30 cm.
Il peso varia molto con la stagione: 9-20 kg per il maschio e 6.5-14 kg per la femmina.
E' il solo rappresentante della famiglia dei mustelidi ad avere un'aria tozza: corpo massiccio, zampe robuste e coda corta.
La pelliccia (grigia, fatta di lunghi peli radi) ricopre tutto il corpo.
La testa è bianca, con due strisce nere evidenti, che partono leggermente sopra il muso inglobando occhi ed orecchie e che rendono questo animale inconfondibile. La punta delle orecchie è bianca.
Abita sia il bosco deciduo che le zone con pascoli aperti.
Essi occupano tane composte da estesi sistemi di passaggi sotterranei con parecchie uscite all'aperto.
Queste sono usate e spesso allargate da successive generazioni e quindi ne risulta una grande quantità di detriti accumulati davanti all'entrata.
Ogni entrata ha un diametro di circa 20 cm e il grande accumulo di terra che ha davanti e che la rende facilmente riconoscibile, contiene solitamente dei caratteristici peli bianchi e neri.
Il tasso è di abitudini prevalentemente notturne.
Ha uno spettro alimentare molto ampio; è onnivoro in estate-autunno, diventa carnivoro d'inverno, quando si dedica quasi esclusivamente alla ricerca dei vermi di terra.
Si ciba occasionalmente anche di insetti, molluschi, arvicole, talpe, rane, carogne e vegetali.
Esplora minuziosamente l'ambiente usando il naso a terra e zigzagando in tutte le direzioni alla ricerca del cibo.
Il tasso è meno attivo negli inverni freddi ma non va in letargo
Faina
Presenta una larga macchia bianca sul petto e sulla gola, la pelliccia ispida e la superficie plantare nuda.
Molto particolari sono le orecchie a punta e la coda pelosa.
Vive in aree collinose aperte e rocciose.
E’ un animale principalmente solitario, ma nel periodo riproduttivo vive in piccoli gruppi familiari.
Spesso frequenta le abitazioni di campagna, insediandosi in solai, tetti, fienili e granai; altre volte si rifugia nelle cavità degli alberi, fra le rocce o nei cespugli di rovo.
Si muove soprattutto al crepuscolo e di notte per dare la caccia a topi, conigli, uccelli e ghiri; ma si nutre anche di insetti, anfibi, frutti selvatici e bacche.
Inoltre si introduce nei pollai e nelle conigliere, saccheggiandoli e uccidendo quasi sempre tutti gli animali che vi si trovano.
È falsa la credenza che beva solo il sangue delle sue vittime, mentre è vero che in genere uccide tutti gli animali presenti nel pollaio, nel carnivoro si scatena una forte risposta istintiva di predazione, che non è dipendente dal suo reale appetito e termina solo con la morte o la fuga dell'ultima preda.
Il Lupo
Le dimensioni corporee variano molto, a seconda dell'area geografica considerata, e possono raggiungere anche i 40 kg di peso.
Possiede un corpo slanciato, con il muso allungato, le orecchie triangolari non molto lunghe, il collo relativamente corto, la coda corta e pelosa e gli arti lunghi e sottili.
Il colore del mantello è generalmente mimetico dal fulvo al grigio, gli occhi sono obliqui, di colore marrone chiaro, e disposti in posizione frontale e piuttosto distanziati tra loro.
Il lupo è un carnivoro specializzato nella predazione di grossi erbivori selvatici, ma può includere nella propria dieta all’occorrenza anche mammiferi di piccole dimensioni, frutti, carcasse, animali domestici e rifiuti di origine umana.
Il Capriolo
Il corpo è di un colore tra il rosso ed il marrone, il muso verso il grigio; è veloce e vive su altipiani e montagne.
Il capriolo è un cervide di piccole dimensioni, dal mantello fulvo in estate.
La gola e le parti ventrali e la regione perianale, detta specchio anale, sono bianche.
Non presenta coda, anche se nella femmina c'è un ciuffo di peli.
Il maschio possiede piccoli palchi
I maschi conducono per gran parte dell'anno un'esistenza solitaria
Nel periodo che va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate le femmine partoriscono 1 o 2 cerbiatti dal caratteristico mantello bruno fittamente maculato.
Il periodo degli amori va da metà luglio a fine agosto ed il corteggiamento è costituito da una serie di inseguimenti da parte del maschio nei confronti della femmina.
La gestazione dura circa 9 mesi e mezzo.
Con l'arrivo dell'autunno, poi, anche i maschi si riuniscono ai branchi di femmine e spesso occupano un posto in fondo alla gerarchia. Può raggiungere un'età massima di 12-18 anni.
Daino
Il daino (Dama dama) è un cervide di cui si conoscono due specie, il daino d'Europa e quello dell'Asia Minore, più grosso. Entrambi erbivori, vivono nelle foreste e nei parchi. La sua caccia è strettamente regolamentata ma è molto richiesto nelle cucine raffinate per la sua carne pregiata.
La volpe
è un canide di medie dimensioni.
Ha il muso lungo e affusolato, le orecchie dritte, appuntite e nere nella parte posteriore e le zampe corte.
La coda lunga e molto folta con la punta bianca.
Il manto è generalmente rosso scuro anche se varia da un individuo all'altro, sia da una zona all'altra.
Di norma in inverno è di colore più scuro che in estate.
Vive principalmente nei boschi, ma si può trovare anche in brughiere aperte, in montagna e nelle campagne coltivate.
E' un animale notturno, ma dove vive indisturbata è attiva anche di giorno.
Durante il giorno si ripara sotto i cespugli, in piccoli fossi, nelle tane scavate da lei stessa o in tane di tasso e di istrice abbandonate.
Si nutre di lepri, conigli, roditori, ricci, mangia anche insetti, uccelli, uova, lombrichi, carogne e rifiuti.
In estate e in autunno integra la sua dieta con frutta e bacche.
Normalmente forma gruppi familiari composti da un maschio e varie femmine con i loro piccoli.
Lepre
sono abbastanza simili ai conigli.
Sotto l'aspetto morfologico, le lepri hanno in generale orecchie più lunghe del capo e occhi proporzionalmente più grandi, sono di maggiori dimensioni e le estremità delle orecchie sono in genere più scure.
A differenza dei conigli, i neonati delle lepri sono piuttosto precoci: alla nascita hanno gli occhi aperti, il corpo è già rivestito da una pelliccia e sono in grado di muoversi autonomamente.
Sotto l'aspetto etologico, le lepri sono animali solitari (vivono al più in coppia), non costruiscono tane sotterranee ma sfruttano depressioni del terreno o protezioni naturali preesistenti fra la vegetazione.
Nessuna specie di lepre è mai stata addomesticata: l'animale conosciuto come "Lepre belga", in realtà, è una razza di coniglio selezionata per assomigliare superficialmente a una lepre
Il Riccio
Dotati di aculei, che sono peli modificati e resi rigidi dalla presenza di cheratina. In un adulto la loro lunghezza è circa 2-3 cm e il numero medio intorno a 5000.
La tipica strategia di difesa dei ricci consiste nell’appallottolarsi spingendo gli aculei verso l’esterno.
Tale protezione è utile anche in caso di caduta. Gli aculei, infatti, sono utilizzati dall'animale per attutire il colpo.
Il letargo inizia in autunno per terminare in primavera, fra ottobre e aprile.
In questa fase il riccio trova riparo tra le foglie secche o in una tana ben riparata dalle intemperie dell'inverno.
Durante il letargo l'animale sopravvive grazie alle riserve di grasso accumulate.
Il riccio è un animale onnivoro si sfama con insetti, lumache, rane, uova di uccelli e vari vegetali.
Ama la frutta, i vermi e tutti gli animaletti che popolano il sottobosco. Può arrivare a mangiare uccelli di piccola taglia, topi e serpenti.
L'istrice
è un roditore caratterizzato dall'avere il corpo e la coda ricoperti da aculei rigidi, erettili e di lunghezza variabile nonché da robuste setole flessibili.
Quest'ultime sono particolarmente lunghe sul capo e sulle spalle tanto da formare delle vere e proprie creste; inoltre portano all'estremità della coda un ciuffo di brevi aculei, attaccati alla pelle a mezzo di uno stelo sottile.
Per natura tranquillo, quando si sente minacciato drizza la criniera e gli aculei del dorso, facendo vibrare il sonaglio caudale: in questa fase, a volte, alcuni aculei si possono staccare, alimentando la credenza popolare che gli istrici sparino gli aculei contro il nemico.
In particolar modo lo troviamo nella Maremma toscana.
È un animale molto schivo che ama i luoghi solitari boscosi e cespugliosi, dove a zone collinari si alternano campi coltivati, dense macchie.
Come rifugio questi animali preferiscono occupare, ove possibile, qualche cavità naturale del terreno, delle rocce o tane abbandonate da altri mammiferi. Se queste non sono disponibili, si scavano tane proprie quasi sempre nel folto di un bosco e con più di un accesso. Gli istrici si cibano di radici di vario tipo, di cortecce e di frutti caduti al suolo.
Gli istrici sono notturni e di norma escono quando è buio; per questo hanno un udito e un olfatto molto sviluppati e una pessima vista.
Di notte appunto, iniziano a vagare in cerca di cibo, spesso sbuffando ed emettendo brontolii senza un motivo apparente.
Nelle fasi di corteggiamento il maschio e la femmina si leccano reciprocamente, a lungo e in tutte le parti del corpo, stando stretti l'uno all'altro e facendo fremere e risuonare la coda.
La femmina dichiara la propria disponibilità all'accoppiamento ribaltando e battendo la coda sul dorso in un atteggiamento inequivocabile.
La gestazione si aggira sui due mesi e si possono avere anche due parti all'anno.
I giovani vengono alla luce ben sviluppati e con gli occhi aperti, nel profondo della tana su di una semplice lettiera di erbe e di foglie; al momento della nascita presentano aculei morbidi e flessibili, che si induriscono rapidamente fino a raggiungere la consistenza definitiva in una decina di giorni. Sono molto precoci, e già una settimana dopo la nascita fanno le prime uscite dalla tana insieme alla madre. Entrambi i genitori prestano le massime cure alla prole, restando per molto tempo in loro compagnia difendendoli con veemenza da eventuali attacchi e leccandoli affettuosamente.
Il Geco
Sono animaletti lunghi non più di 15 cm con un mantello cangiante dal grigio chiaro allo scuro marcato, con una fitta presenza di tubercoli che possono contribuire ad offrire un aspetto particolarmente sgradevole.
Possiede due caratteristiche particolarissime: la prima è che nonostante sia un Sauro mantiene gli occhi sempre aperti dato che la palpebra inferiore si è evoluta in una sorta di lente trasparente. La seconda è che è dotato di lamelle adesive sottodigitali che gli consentono di poter muoversi con velocità anche su liscie pareti verticali o addirittura appesi all'ingiù sui soffitti delle abitazioni;
è un ottimo divoratore di insetti che vengono attratti al buio accanto alle luci.
Sono animali abbastanza territoriali e sanno rispettare le gerarchie: esemplari più piccoli non competono con i grandi per il cibo. In primavera i maschi più adulti diventano aggressivi e difendono con efficacia il territorio dove è presente qualche femmina.
La loro attività comincia ad essere presente quando la temperatura esterna si mantiene sopra i 15 gradi circa. Purtroppo la loro mortalità è elevata per via dei gatti che ne fanno una caccia veramente spietata nonché per via delle scope indiavolate di quelle donne che non li sopportano nemmeno se stanno lontani diversi metri da loro.
Il Cardellino, piccolo uccello variopinto dall'inconfondibile canto, vive nelle zone alberate (giardini, frutteti, campi coltivati e selvatici), dove riesce a compiere vivaci evoluzioni fra i rami degli alberi. A terra invece si presenta goffo e maldestro.
Il manto, pregevole per i colori ed ancor più per il disegno, veramente sui generis si presenta cosi: maschera facciale rosso cremisi orlata di nero intorno al becco come pure nere sono le parti mediana e posteriore del capo; tempie e guance bianche; bianco-grigio il ventre ed il centro del petto, sfumato ai lati di nocciola; bruno nocciola il dorso, leggermente più chiaro il groppone; ali nere barrate di giallo, coda nera con macchie bianche. Il becco è biancastro rosato con l'apice nerastro od azzurrognolo e diviene completamente chiaro all'epoca degli amori. Zampe brune.
Muta completa in agosto. settembre. Giovani: parti superiori marrone-grigiastre; parti inferiori più biancastre. Becco bianco-rosato con punta di color nero-marrone; zampe color carne; iride marrone scuro.
Il maschio, durante il corteggiamento, inclina il corpo da lato a lato mentre tiene le ali aperte facendole oscillare rapidamente.
Verso la fine di aprile la femmina inizia e porta a termine la costruzione del nido senza l'aiuto del maschio e depone da 3 a 6 uova bianco bluastre e bianco verdastre punteggiate di grigio, rossiccio e bruno. L'incubazione dura 12 e talvolta anche 13 o 14 giorni e a 14-15 giorni dalla nascita i piccoli abbandonano il nido ma restano in vicinanza dei genitori anche quando questi attendono alla preparazione della seconda covata.
Il Cardellino prende nome dalla pianta di cardo, su cui ama posarsi nella ricerca dei semi prediletti. E' specie essenzialmente granivora ma non disdegna anche insetti: piccoli coleotteri, larve di lepidotteri, ditteri, afidi, ecc..
L'upupa o Bubbola
è lunga 25-29cm, con apertura alare di 44-48cm.
Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore.
Il capo è provvisto di un ciuffo erettile di penne, il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso.
In volo la silhouette è caratterizzata da ampie ali arrotondate e dal lungo e sottile becco; posata appare snella, con corti piedi e testa ornata da un vistoso ciuffo erettile di penne ad apice nero.
I sessi sono simili.
È amante dei luoghi secchi dove si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere.
È presente anche nelle zone verdi delle città.
Il cuculo
è lungo circa 30-35 cm, ha un'apertura alare di 55-60 cm e pesa 70-160 g. Il piumaggio è sull' azzurro nella parte superiore, mentre nella femmina talvolta può essere rossiccio. Nella parte inferiore è più chiaro con strisce trasversali scure.posseggono zampe corte, ali lunghe e sottili alla fine, coda lunga, più grossa alla radice.
Il cuculo è noto per la sua caratteristica di deporre il proprio uovo all'interno del nido di altri uccelli. La femmina depone un solo uovo in ogni nido da aprile in poi per un totale di circa 15-20. Le uova somigliano molto a quelle della specie "ospite". Alla schiusa (che di norma avviene dopo circa 12 giorni), il piccolo del cuculo, con l'aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova presenti nel nido e non ancora schiuse, effettuando una vera e propria opera di parassitaggio, presentandosi quindi nel nido come l'unico ospite. I genitori adottivi vengono ingannati da questo comportamento e nutrono il cuculo come se fosse un proprio nidiaceo per 2-3 settimane. La prima osservazione di questo modo curioso di agire è riportata da Aristotele circa 2300 anni fa, ma la spiegazione completa e dettagliata di questo comportamento la si deve al medico inglese Edward Jenner.
Il Barbagianni
E' un rapace notturno, trascorre il giorno rifugiato in solai e sottotetti, la notte caccia le sue prede sorvolando campi.
Il dorso è marrone giallastro, il petto e la faccia sono bianchi; sul dorso e sul ventre ha macchie marroni.
Ha zampe lunghe, con un'apertura alare di 80-95 cm.
Il barbagianni si nutre di micromammiferi, arvicole, rane e insetti meno di piccoli uccelli e rettili.
Generalmente non costruisce il nido ma utilizza quello di altri uccelli o le cavità che trova negli alberi o nei sottotetti.
L'allocco
Ha testa grande e rotonda con grandi occhi neri, che lo distinguono dalla maggior parte degli altri strigidi;
dischi facciali bruno grigi; parti superiori e petto variabili dal marrone al grigiastro,
striati verticalmente e con lievi onde orizzontali; parti inferiori fulve striate di scuro.
Si distingue dal barbagianni per le dimensioni maggiori e il colore più scuro.
Stanziale e notturno, vive in zone boschive.
L'allocco non costruisce alcun nido ma utilizza cavità di ogni genere negli alberi e nelle rovine, spesso occupa anche tane di tasso e di lepre.
La Beccaccia
È caratterizzata da un becco a punta di 6-8 cm ed un peso tra i 250 ed i 420 gr, ha una colorazione mimetica che ben si adatta all'ambiente che frequenta, quindi colore marrone variamente barrato di nero e giallastro.
In Maremma si trova nel periodo dello svernamento, tra ottobre e marzo, nei boschi, meglio se misti a caducifoglie, con prevalenza di betulle, carpini, frassini, querce, robinie, castagni, ontani, larici e faggi, ma anche abeti, e pini, in primavera nidifica.
Uccello insettivoro, si nutre essenzialmente di insetti, vermi e larve.
Il cibo viene cercato con la sensibilità del becco direttamente nel sottosuolo del bosco.
Il nido della beccaccia è abbastanza semplice, viene fatto per terra in depressioni del terreno, ed imbottito di tutto ciò che trova, foglie secche, rametti, fili d'erba, deposita in media quattro uova, che schiudono dopo tre settimane di incubazione.
Il Passero
è probabilmente l'uccello più diffuso e noto in Italia e in Europa, sia nelle città che nelle campagne.
Il piumaggio dei maschi adulti differisce dal piumaggio delle femmine e degli immaturi. Il maschio è facilmente confondibile con le altre specie del genere Passer, se non fosse per il vertice grigio. La taglia è di circa 15 cm, per 30 grammi di peso.
Sono una specie molto socievole, infatti possono stare in guppi e spesso si avvicinano agli umani per cercare cibo.
Il maschio prepara più nidi, sotto le tegole, negli anfratti di edifici e occasionalmente sugli alberi, la paglia è la componente principale dei suoi nidi, che poi imbottisce con piume di altri uccelli, l'ingresso del nido è sempre laterale. La femmina che si farà attirare in uno dei nidi preparati dal maschio, vi deporrà dalle 4 alle 8 uova, come arriva la primavera; la nidiata è svezzata da entrambi i genitori.